Età evolutiva


Giovani, alcol ed emozioni

Si scrive alcol e si rischia di leggere " problema di dipendenza", eppure la maggioranza dei ragazzi ignora o sottovaluta un fenomeno sempre più preoccupante: il consumo smodato di alcol in età giovanile. Quali le cause? Prendi: facile reperibilità, accettazione sociale e mancanza di conoscenza degli "effetti collaterali", aggiungi disinibizione e una buona dose di euforia ... et violà il "cocktail del sabato sera" e servito!
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Madri assassine

Sgomento, sconcerto, disorientamento, le prime parole che vengono in mente per descrivere lo stato d'animo correlato a fatti di cronaca come quello di Lecco di qualche giorno fa. Sconcerto per un atto innaturale, perchè la morte arriva per mano di chi la vita dovrebbe donarla e non toglierla, sgomento perchè ci troviamo di fronte a un concetto di madre che stride con quello di madre accudente e protettiva dell'immaginario collettivo. Eppure succede!
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Il ciuccio: come toglierlo senza troppi drammi

Bimbi si nasce genitori si diventa, la nuova rubrica del mercoledì dedicata ai bimbi ed ai loro genitori.
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“Cellulare-addiction”: dall’utilizzo alla dipendenza

Nuove dipendenze: a rischio soprattutto gli adolecenti Se i vantaggi del cellulare sono innegabili, un utilizzo improprio o eccessivo può causare importanti problematiche che possono trasformarsi in comportamenti psicopatologici e dar luogo a veri e propri fenomeni di dipendenza molto più spesso di quanto si possa pensare. A rischio soprattutto i giovani di età inferiore ai 20 anni. La prima cosa importante da fare è quella di non sottovalutare il fenomeno.
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Dislessia e iperattività: cosa hanno in comune

Due deficit dell'infanzia che spesso si presentano associati Il Disturbo di lettura evolutivo, più conosciuto come Dislessia, e il Disturbo di attenzione e iperattività, sono deficit dell'infanzia che spesso si presentano associati. La ragione è ad oggi sconosciuta, anche se uno studio portato avanti dai ricercatori dell'Università di Denver, Colorado e dell'Ospedale del Massachuetts (Erik Willcutt e collaboratori) condotto su 457 gemelli ha fornito alcuni interessanti risultati. Sembrerebbe esserci un'origine genetica comune, responsabile del rallentamento nella capacità di elaborazione delle informazioni: ossia il cervello impiegherebbe più tempo del dovuto a dare senso alle informazioni.
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