Secondo un’indagine realizzata dall’autorevole rivista “Gran Gourmet” passiamo a tavola 15 anni della nostra vita e, a tavola, ci sediamo in media 100 mila volte nell’arco della nostra esistenza. All’erotismo dedichiamo meno tempo, ma non esistono dati così precisi a riguardo.

Rosario Romano, autore e regista genovese in una sua commedia teatrale ha provato a dare una risposta, facendo un “semplice calcolo matematico”: dati i 365 giorni di un anno solare e sottraendo a questo numero i “giorni del mal di testa”, le impossibilità fisiologiche di lei, i giorni dedicati al calcio di lui, gli impedimenti oggettivi e le serate dedicate agli amici, in una copia stabile le giornate che si possono dedicare all’Eros sarebbero 248.

Ritenendo attendibile questo dato, considerando che le aspettative di vita sono circa di 70 anni e che la vita sessuale di un individuo è attiva per un range di 45-50 anni, otteniamo numeri ben lontani da quelli relativi al cibo.

Insomma per quanto riguarda il sesso, a differenza di quanto succede per il cibo, sembra che se ne parli molto di più di quanto si agisca con i fatti…

Il sondaggio

A vent’anni dall’uscita de Il Cibo e l’Amore e dal sondaggio sulle abitudini gastro-erotiche degli italiani appositamente realizzato dal Professor Willy Pasini in collaborazione con un importante Istituto di ricerca, Sara Padovano, psicoterapeuta e sessuologa rivisita e lancia il sondaggio a livello locale: “Quali sono le “abitudini” dei Genovesi a tavola e in amore? Le abitudini gastro-erotiche dei Genovesi quanto sono in linea con il trend nazionale? I cibi afrodisiaci ed i Genovesi: leggenda o verità? Esistono analogie tra il comportamento che i Genovesi hanno a tavola e quelli che hanno in amore?”

Cercando di rispondere a questi interrogativi, il sondaggio si pone come obiettivi:

  • verificare le abitudini gastro-erotiche dei Genovesi, attraverso la somministrazione di un questionario realizzato ad hoc;
  • comparare il profilo gastro-erotico dei Genovesi e quello degli Italiani evidenziato analogie e differenze;
  • rilevare eventuali analogie tra abitudini dei genovesi a tavola e in amore;
  • conoscere l’immaginario collettivo dei Genovesi circa i cibi afrodisiaci.

Perchè cibo ed Eros

Che gola e lussuria siano da sempre insieme in cima alla lista dei peccati capitali è ben noto, ma forse lo è meno la spiegazione scientifica che è alla base delle numerose analogie che legano Cibo ed Eros e che creano un vero e proprio di connubio tra i due mondi.

Cibo ed Eros utilizzano gli stessi ormoni, gli stessi circuiti neuroendocrini ed hanno a livello cerebrale la stessa localizzazione: entrambi sono riconducibili alla zona cerebrale deputata al piacere, ecco perché entrambi appagano i nostri sensi e le carenze di uno tentano di trovare gratificazione nell’altro.

Prendendo in considerazione i bisogni dell’essere umano, Abraham Maslow noto psicologo umanista americano, annovera nutrirsi e riprodursi tra i bisogni fisiologici primari, ossia quelli che sono alla base della piramide dei bisogni umani in senso lato, senza i quali la specie non potrebbe sopravvivere.

Ma mangiare non è solo nutrirsi e fare sesso non è soltanto riprodursi. Alimentazione e sessualità si caratterizzano per la loro multidimensionalità: hanno una dimensione ludica, sociale e persino edonistica; condividono significati culturali, storici, sono contraddistinti dalla ritmicità, se pur con frequenze differenti. Il Cibo e l’Eros hanno una forte valenza semantica e sono contraddistinti dalla ritualità.

Recenti ricerche svolte a livello nazionale evidenziano infatti che il Bel Paese seduce a tavola e che il 52% degli Italiani considera una cena a lume di candela un buon preludio per “incontro d’amore”, confermando che il ristorante resta il luogo deputato per il corteggiamento per eccellenza. Il risultato dell’ indagine fa emergere le origini ancestrali di questa abitudine comportamentale umana. Basti pensare ad Adamo ed Eva ed alla mela tentatrice, a Cleopatra che seduceva il bell’Antonio con l’ausilio di succulenti banchetti, a Casanova che si cibava di tartufi, cacciagione e vini pregiati per essere all’altezza della sue note performance amorose, ma anche al Cristianesimo che predicava e pretendeva l’osservanza del digiuno e dell’astinenza sessuale.

Cibo ed Eros assumono oggi più che mai una valenza comunicativa, “dialogano” attraverso un linguaggio in cui la dimensione corporea ha la sua massima espressione. Sono tutti e i cinque i sensi ad entrare in gioco per stimolare gli appetiti. Vista, gusto, olfatto, tatto e udito sono attivi tutti insieme soltanto in due situazioni: a tavola e a letto.

Arte seduttiva ed arte culinaria si mischiano un’intrigante intreccio e diventano seduzione pura, muovendosi lungo un continuum che oscilla tra appetito e sazietà. Basti pensare al significato etimologico di gastronomia: la parola deriva dal greco gaster che significa stomaco, ventre e nomos regola, quindi seguire la regola del ventre, ventre che accoglie il cibo, ma che è anche la culla delle emozioni e delle pulsioni.

Continuando la riflessione dal punto di vista linguistico non si può non notare che il vocabolario erotico e quello gastronomico spesso sono frutto di curiose “contaminazioni”: la pelle piacevole da accarezzare è vellutata come una pesca, gli occhi più espressivi sono a forma di mandorla, polpose sono le labbra irresistibili che rubano baci appassionati, appetitose le forme sessualmente attraenti.

Lo stesso linguaggio amoroso testimonia che l’Eros passa dalla tavola: dolcezza, zuccherino, patatina, biscottino, sono solo alcuni dei vezzeggiativi che gli innamorati usano nelle prime fasi dell’amore, mentre si corteggiano e sperano di coronare il loro amore con la luna di miele.

Quando si parla di Cibo ed Eros non si possono non citare gli afrodisiaci e chiedersi se sono frutto di racconti popolari o hanno qualche fondamento scientifico.

Certo è, che se ci si ferma all’effetto chimico che dovrebbe essere indotto dai principi attivi presenti in certi alimenti, si rischia una delusione nella migliore delle ipotesi o, nella peggiore, un’indigestione o una brutta figura…

Quando si parla di afrodisiaci occorre ragionare in senso più ampio; afrodisiaco non è il cibo eccitante che aumenta la potenza sessuale, né quello che stimola il desiderio da un punto di vista chimico. Il termine deriva il nome della dea greca Afrodite, la Venere dei Romani, che nella mitologia era protettrice d’amore, bellezza, sessualità e lussuria. Ecco allora che eccitante diventa l’approccio, il modo di cucinare, di assaggiare e gustare, afrodisiaco è l’ambiente e l’atmosfera creata con il partner con cui il cibo lo si consuma. Con questa nuova lettura, il più potente afrodisiaco in natura non può che essere il nostro cervello. Fantasia, creatività, sensualità, emozione e pulsione diventano allora gli ingredienti della “ricetta perfetta” per un’esperienza ad alto apporto erotico.

Per chi ha difficoltà a “cucinare” o è alla ricerca di sperimentazione a tavola e perché no a letto, esistono in commercio libri interessanti ricchi di ricette dalla promessa ambiziosa: accendere la passione!

Parrebbe infine che le analogie esistenti tra Cibo ed Eros accomunino le abitudini a tavola con quelle in amore. Qualche anno fa la celebre casa editrice Riza Psicosomatica ha studiato il rapporto tra cibo ed erotismo da questo punto di vista. Dallo studio è emerso che, osservando il partner mentre è a tavola, sarebbe possibile intuire come si comporterà a letto. Sulla base delle classificazioni junghiane e utilizzando i quattro elementi naturali le tipologie individuate sono: aria, caratterizzata da inafferrabilità in amore e sperimentazione a tavola; acqua amante di libertà ed eccletticità, terra con stabilità e sentimento e fuoco dalle passioni e dai gusti forti. Forse può sembrare un po’ eccessivo, ma sfido chiunque si sia trovato ad una cena a lume di candela con un inappetente poco interessato al cibo, a non aver dubitato anche solo per un istante delle abilità amatorie di costui.

Se anche questo pare poco convincente su una cosa però non vi sono dubbi: in termini di affinità tra i due mondi il bon ton è fortemente gradito a tavola quanto a letto, questo è certo!

Il questionario

Il sondaggio viene realizzato attraverso la somministrazione di un Questionario che si compone di domande a risposta chiusa che valuterà le abitudini gastro-erotiche dei genovesi confrontando Cibo ed Eros con quattro variabili distinte:

  • la seduzione
  • il piacere
  • la socializzazione
  • la trasgressione

Vai al questionario:

L’amore a tavola: questionario sulle abitudini gastro-erotiche dei genovesi